Tari 2, come funziona la nuova tassa sui rifiuti

Arriva la Tari 2, la nuova temuta imposta sui rifiuti. Ma in cosa si differenzia esattamente dalla precedente versione?

Dal 2020 la nuova imposta sarà nazionale, gli importi dunque non saranno più determinati su base comunale. Al momento l’Arera, ovvero l’Autorità di regolazione per energia, reti ed ambiente, sta predisponendo i criteri cui i Comuni dovranno adeguarsi per applicare agli utenti questa nuova imposta nel biennio 2020-2021.

Tari 2, ecco le differenze

Lo scopo della nuova imposta è quello di aumentare la trasparenza e rendere il sistema tributario il più equo possibile. A tale scopo, la nuova normativa prevederà l’impossibilità di incrementare le imposte se non nei casi di aggiunta di servizi o di interventi gestionali migliorativi dei processi di raccolta e smaltimento.
Inoltre, i Comuni che risulteranno in grado di gestire integralmente il ciclo dei rifiuti nel proprio ambito locale, in coerenza con le Direttive europee sull’economia circolare, saranno premiati.

Quanto derivante dalla Tari 2 dovrà essere utilizzato per spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento recupero e smaltimento, riscossione e rapporto con gli utenti.

Non sono dunque contemplati alcuni servizi accessori quali ad esempio la pulizia delle strade innevate o misure per l’eliminazione di ratti e zanzare. Come dicevamo questa nuova imposta prenderà piede dal prossimo anno.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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