La previsione economica di Marx: qualcosa non torna

     

    In questi ultimi tempi di crisi economica, la previsione economica di Marx è tornata più che mai alla ribalta. Vediamo ora se sono davvero applicabili alla nostra realtà.

    La teoria di Marx non era incentrata solo sui valori di giustizia e umanità (Socialismo Utopistico) ma era una vera e propria disamina della società capitalistica da cui il titolo della sua opera principale ” Il Capitale”proprio a conferma che il tema dell’opera era il capitalismo.

    Secondo Marx il capitalismo portava in sè la sua stessa distruzione. Marx sosteneva che il ceto medio sarebbe sparito e sarebbero rimaste solo due classi: i Proletari, quelli cioè che non avevano i mezzi di produzione, sempre più poveri e numerosi e i Capitalisti, quelli invece che avevano i mezzi di produzione e sarebbero stati sempre meno numerosi e sempre più ricchi.

    Il risultato di questo squilibrio economico avrebbe portato ad uno stallo dei prodotti dell’industria per mancanza di vendita (mancava infatti la classe media che poteva fare acquisti) e per quanti aggiustamenti si potessero ipotizzare, la situazione sarebbe degenerata in una crisi profonda fino all’inevitabile crollo definitivo.

    Rapportiamo ora le previsioni di Marx ai tempi nostri. Il crollo delCapitalismo non c’è’ stato anzi esso si è largamente diffuso in tutti i paesi sviluppati e in via di sviluppo. E, proprio nei paesi dove Marx aveva ipotizzato il crollo del capitalismo, per ironia della sorte, c’è stato invece il crollo di quei regimi politici che si richiamavano proprio a Marx (Comunismo).

    La previsione economica di Marx prevedeva la sparizione della classe media ma in realtà quest’ultima si e’ allargata e rafforzata assorbendo la maggior parte della popolazione. I nuovi poveri sono invece categorie emarginate che per motivi personali o sociali, non riescono a far parte della classe lavoratrice.

    Non si e’ verificato neanche l’evento paventato secondo cui ci sarebbe stato un dislivello economico abissale tra i ricchi e i poveri. Oggi infatti abbiamo un continuum economico che va dalle fasce più digradate a quelle più benestanti al di là del fatto che si tratti di persone istruite o semplicemente di artigiani. Talvolta infatti gli artigiani hanno un reddito superiore a quello di un insegnante!

    Parliamo sempre di crisi e in alcuni momenti la tocchiamo con mano. Ma allora come è possibile che, se da un lato i TG ci dicono che sono aumentati e aumenteranno ancora i poveri che non riescono ad arrivare alla quarta settimana ogni mese, dall’altra il sabato sera devi prenotare se vuoi andare a mangiare fuori? Voi cosa ne pensate?

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