La Banca del sud per il sostegno del meridione

    La Banca del sud ha delle peculiarità rispetto alle altre banche, l’attuale governo ha riposto molta fiducia in questo istituto bancario che si spera abbia la funzione di rilanciare e sostenere l’economia in crisi cronica del sud.

    A tal riguardo, è significativo che lo Stato abbia una quota azionaria della Banca del Sud, molti hanno temuto che si trattasse dell’ennesimo “carrozzone pubblico” e cioè di uno di un ente pubblico che “versa” milioni di euro al sud senza una progettualità precisa e con il rischio quindi che questi soldi vadano in mani sbagliate.

    A questi timori ha risposto il Ministro Tremonti precisando che non si tratterà di un carrozzone pubblico e che entro cinque anni verranno dismesse le quote azionarie sulla Banca del Sud di proprietà della Stato; il Ministro ha continuato affermando che il vero ruolo dello Stato rispetto a questo istituto bancario sarà quello di promotore, il Ministro specifica che “la Banca potrà emettere, attraverso la rete del credito cooperativo e delle Poste, i cosiddetti «Sud bond», garantiti dallo Stato, cioè obbligazioni di scopo a medio-lungo termine che saranno tassate al 5% fino a un massimo di 100mila euro per sottoscrittore, anzichè al 12,50%”.

    Negli ultimi giorni, in un convegno a Capri, l’amministratore delegato delle Poste italiane ha annunciato che le Poste entreranno nell’area diinfluenza della Banca del sud a partire dai primi di gennaio 2011.

    Bisognerà attendere i prossimi passaggi acquisitivi per comprendere se l’operatività della Banca del sud abbia dei risvolti positivi sul territorio, ma sarà anche importante comprendere il ruolo dello Stato in questa operazione per poi verificare se si tratta di operazioni compatibili con la normativa europea o se siamo in presenza di una crassa violazione del regime concorrenziale imposto dalla normativa comunitaria nel settore bancario.

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