Utenze seconda casa, come risparmiare

Risparmiare sulle utenze seconda casa è possibile, seguendo qualche utile suggerimento. Ad oggi infatti non esistono più distinzioni di tariffe tra utenze destinate a residenti e non residenti. Fino a qualche anno fa ricordiamo infatti che le tariffe erano divise in D2 e D3. La prima era una tariffa progressiva per le utenze domestiche dei residenti. La seconda invece era una tariffa progressiva dedicata alle utenze domestiche dei non residenti.

Dal 2017 tale distinzione, come dicevamo, è stata abolita. Ad oggi esiste un’unica tariffa, chiamata TD, che stabilisce il prezzo del singolo KWh, indipendentemente che si riferisca a un’utenza domestica residenziale o meno.

Utenze seconda casa, pesano gli oneri di sistema

L’aspetto che ancora fa la differenza tra le utenze residenziali e non sono gli oneri di sistema. Mentre per le utenze residenziali si calcolano in base alla componente energia, per i non residenziali gli oneri hanno un peso non indifferente. Infatti alla parte calcolata in base alla componente energia si aggiungono delle quote fisse. Queste sono pari a 135 euro per il primo anno, mentre scendono a quota 127,40 euro a partire dal secondo.Diventa dunque indispensabile, in questo caso, ottimizzare i consumi. Si può cominciare con la sostituzione delle lampadine con dispositivi led che consumano meno.

CONDIVIDI
Articolo precedenteDomanda disoccupazione, monitorare stato richiesta da app
Articolo successivoReddito cittadinanza, inclusi anche gli stranieri
Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO