Sacchetti frutta e verdura, da gennaio si pagheranno

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Perfino i sacchetti leggeri, quelli utilizzati nei grandi supermercati per questioni igieniche per imbustare frutta e verdura, diventeranno a pagamento. A partire dal 1 gennaio 2018 dovremo sborsare una cifra compresa tra i 2 e i 10 centesimi di euro per tutte le bustine biodegradabili utilizzate per imbustare non solo frutta e verdura sfusa, ma anche carne, pesce, gastronomia e prodotti di panetteria.

Si tratta di una vera e propria stangata che gli addetti ai lavori cercano di giustificare con le più restrittive norme imposte circa la composizione dei suddetti sacchetti.

Sacchetti a pagamento, ma cambia la loro composizione

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Secondo le nuove normative vigenti le bustine potranno essere vendute a patto di essere costituiti da almeno il 40% di materia prima da fonte rinnovabile. Una percentuale destinata a salire nel corso degli anni per arrivare al 60% nel 2021.

Si tratta comunque di un pesante costo da sostenere che andrà a pesare interamente sulle spalle dei consumatori che adesso dovranno pagare, oltre che per le buste acquistate in cassa, anche per le buste utilizzate per beni che non possono essere trasportati senza busta.

La legge prevede che lo spessore della singola parete della busta sia inferiore a 15 micron, sia biodegradabile e compostabile, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%, e che sia distribuita esclusivamente a pagamento. Si punta così a reprimere pratiche illegali tanto dannose per l’ambiente come quella dell’uso, per eludere la legge sugli shopper, di diciture quali “sacchetti a uso interno”.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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