Piani risparmio individuali, attenzione ai rischi

I risparmiatori italiani a partire da quest’anno avranno la possibilità di sottoscrivere i piani di risparmio individuali, o più semplicemente Pir.

Per favorire l’economia ed agevolare soprattutto le nuove realtà imprenditoriali, grazie ai Pir i proventi derivanti da investimenti in azioni e obbligazioni di società non quotate e residenti in Italia verranno completamente detassati.

I Pir hanno però dei limiti, oltre che temporali, anche in termini di quantità del patrimonio investito. Essi infatti devono essere mantenuti per almeno un lustro e possono avere un’entità annua non superiore ai 30 mila euro e ai 150 mila euro nel corso dei 5 anni di sottoscrizione minima richiesta.

Purtroppo però molti economisti sostengono che questi nuovi piani di risparmio individuali comportino più rischi rispetto a quelli che sono i benefici che promettono di fornire.

L’incentivo fiscale spinge infatti i risparmiatori verso investimenti poco liquidi e rischiosi. Pertanto gli unici a trarre beneficio da tale tipologia di risparmio sembrerebbero essere le tante imprese italiane troppo piccole per rivolgersi direttamente al mercato azionario o obbligazionario.

E’ da sottolineare inoltre che le banche tendono a prosciugare, attraverso l’applicazione di pesanti commissioni, gran parte degli incentivi che in teoria spetterebbero ai risparmiatori ma che di fatto spesso finiscono nelle casse degli istituti di credito.

Alla luce di tutti questi aspetti evidenziati, sembra poco vantaggioso continuare a utilizzare i Pir come principale fonte di risparmio.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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