Decreto salva banche. Cos’è?

decreto salva banche

Mentre la maggiorparte dell’utenza si avvicina agli strumenti online per richiede mutui e prestiti di vario tipo, le banche faticano a rimanere a galla e a tal proposito il governo ha previsto un decreto apposito, il decreto salva banche.

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In cosa consiste il decreto Salva banche

Il decreto salva banche, varato recentemente dal governo, prevede un piano di salvataggio volto a risollevare le sorti di 4 banche in via fallimentare. Si tratta di 4 banche italiane in dissesto Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti.

Si tratta di banche che avevano accumulato un ingente quantitativo di debiti assorbito, senza risultati, da azionisti e obbligazionisti subordinati. In tal modo i debiti contratti dagli istituti di credito sono ricaduti sulle spalle dei risparmiatori, contrariamente a quanto previsto dalla Direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie.

Quali sono le misure previste

Il decreto salva banche prevede la separazione dei capitali della banca. In sostanza le attività di bilancio non in sofferenza della banca devono restare separate da quelle che invece risultano in sofferenza, in modo che le prime non siano intaccate dalle seconde. In questo modo si può riuscire a risolvere la situazione perdendo una minima parte di capitali.

Alla  parte non in sofferenza, la cosiddetta banca buona, vengono conferite tutte le attività non “in sofferenza” e le passività quali i depositi e le obbligazioni ordinarie. Il patrimonio netto rimanente alla banca viene quindi affidato al Fondo di Risoluzione che è amministrato dalla Banca d’Italia ed alimentato mediante il contributo derivante da parte di tutti gli istituti di credito appartenenti al sistema.

A cosa serve la Bad Bank

Il decreto salva banche ha previsto anche, nell’ambito delle sue tante misure di salvaguardia per i risparmiatori, la costituzione di una Bad Bank, ovvero la banca cattiva. Lo scopo della Bad Bank è quello di concentrare tutti i prestiti in sofferenza che residuano una volta fatte assorbire le perdite dalle azioni e dalle obbligazioni subordinate e, per la parte eccedente, da un apporto del Fondo di Risoluzione.

Lo scopo di questa Bad Bank è dunque quello di cercare di recuperare nel migliore dei modi anche i crediti derivani dalla parte in sofferenza, al fine di limitare al minimo le perdite di capitali.

Quali sono i costi

Considerata l’entità del danno all’interno delle banche salvate dal decreto salva banche è lecito per i risparmiatori chiedersi quali saranno i costi da accollarsi. Il Governo e la banca d’Italia hanno a tal proposito immediatamente tranquillizzato gli interessati. Il contribuente non subirà infatti alcun costo in questo processo di salvataggio in quanto l’intero onere è posto a carico degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati delle quattro banche e a carico del complesso del sistema bancario italiano attraverso il Fondo di Risoluzione.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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