Rita, come funziona

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Si chiama Rita, una delle ultime trovate in campo previdenziale per consentire l’uscita anticipata dal lavoro. Cerchiamo di capire bene cos’è e come funziona.

La Rita è una forma previdenziale concessa ai lavoratori che hanno cessato la propria attività lavorativa a non oltre 5 anni dalla maturazione dell’età anagrafica necessaria ad accedere alla pensione di vecchiaia. Inoltre è richiesto un’anzianità contributiva minima non inferiore a 20 anni.

Rita consente inoltre di percepire la rendita anticipata anche ai lavoratori che risultino inoccupati per un periodo superiore a 24 mesi e che maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i 10 anni successivi.

Rita, a cosa serve

Con Rita in altre parole è possibile sfruttare in anticipo i capitali accantonati dalla previdenza integrativa, ottenendo n assegno periodico con frequenza mensile o al massimo trimestrale.

Rita può essere sospesa in qualunque momento dal percettore, che può anche decidere se destinare l’intero capitale accumulato o solo parte di esso alla percezione dell’assegno periodico. L’unico aspetto al momento poco chiaro riguarda l’eventuale variazione dei requisiti anagrafici per la percezione della pensione di vecchiaia. Non si sa bene infatti cosa succederà alla Rita nel caso in cui nel corso della percezione dell’assegno periodico vengano mutati i requisiti anagrafici quindi ci sia la necessità di elargire suddetto assegno per un periodo più lungo rispetto a quanto stimato al momento della richiesta.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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