Pensioni integrative, come funzionano

Nel resto d’Europa le pensioni integrative sono ormai una realtà conclamata. Purtroppo nel nostro Paese ancora stentano a prender piede. Eppure tra poco potrebbe essere lanciata una nuova pensione “di scorta” valida in tutta l’Eurozona al fine di affiancare a quella nazionale già esistente.

La nuova pensione integrativa si chiamerà Pepp, ovvero prodotti pensionistici individuali paneuropei. Se Europarlamento e Consiglio daranno l’approvazione definitiva, sono destinati a diventare una nuova forma previdenziale. Pepp sarà rivolta a studenti e lavoratori dipendenti o autonomi.

Pepp, nuove pensioni integrative

Al momento già il 27% dei cittadini europei ha sottoscritto una previdenza integrativa privata. Pepp potrà invece essere sottoscritta presso banche, assicurazioni, società di gestione, imprese di investimento e anche da fondi pensione occupazionali. Si tratta di un nuovo strumento che affiancherà fondi pensione e Pip.

Difficile però predire il successo dei nuovi strumenti dal momento che il campo delle pensioni integrative è già molto vasto. Inoltre va sottolineato che dalla loro comparsa, le pensioni integrative non hanno trovato un mercato stabile. Continuano a subire salite e discese. In Italia ad esempio permane ancora una certa diffidenza nei confronti di questi prodotti. Per favorire la loro diffusione la carta da giocare per garantire una maggiore appetibilità è senz’altro quella degli incentivi fiscali.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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