Voucher, ecco come cambiano

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I voucher si rinnovano. Vediamo assieme quali sono i cambiamenti volti ad evitare un abuso di uno strumento che potrebbe favorire il precariato lavorativo ed alimentare il lavoro nero.

Il tetto dei 7 mila euro sembra essere l’unico aspetto non toccato dalle modifiche apportate. I voucher adesso potranno infatti essere adoperati solo sa parte dei privati che intendono attivarli per personale che svolge mansioni occasionali presso le proprie abitazioni, come ad esempio per l’assunzione di badanti, baby sitter o giardinieri.

L’utilizzo rimane inoltre possibile anche nel settore agricolo ed all’interno di imprese a conduzione familiare.

La proposta di modifica è stata presentata proprio nella giornata di ieri 8 marzo alla camera ed adesso occorre attendere l’approvazione e le eventuali modifiche per comprendere se effettivamente i voucher sono destinati a diventare un prodotto destinato a pochi.

Voucher, un ritorno al passato

In poche parole se le modifiche saranno approvate si tornerà ad una situazione precedente, quando i voucher erano legati ad una prestazione lavorativa legata al concetto di occasionalità, aspetto che era stato di fatto eliminato con le modifiche apportate nel 2013.

Per il momento sembra che le possibili vie da percorrere siano due, in un caso si parla di divieto assoluto di utilizzo per le aziende, così come previsto fino al 2012, oppure la possibilità di utilizzo da parte delle piccole aziende senza dipendenti, come le imprese familiari del commercio, il ristoro o l’artigianato.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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