Visco: “Imposte troppo alte frenano l’occupazione”

Occupazione? Secondo Visco le eccessive imposte sono un ostacolo

«Il cuneo fiscale che grava sul lavoro frena l’occupazione e l’attività d’impresa». Sono queste le parole con cui si è espresso Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, nel corso dell’ Assemblea Ordinaria tenutasi presso il palazzo Koch.

Tra le battute conclusive del suo lungo monologo emerge chiaramente quale sia il quadro della situazione economica italiana, con numerose imprese che quasi quotidianamente continuano a chiudere a causa di una pressione fiscale ormai divenuta per la maggior parte dei manager aziendali insostenibile. La riduzione delle imprese causa, immancabilmente, anche riduzioni nella richiesta di personale più o meno specializzato e sarebbe proprio il fisco la causa della dilagante disoccupazione, aspetto molto più grave nelle fasce più giovani della popolazione.

Quello di cui il governo dovrebbe principalmente occuparsi in questa particolare fase della crisi economica è la focalizzazione sulla riduzione delle imposte, mirata a favorire la produzione, quindi l’occupazione e non favorire l’approccio con misure selettive che discrimino determinate categorie lavorative.

Visco si è anche espresso contro l’evasione fiscale, che non deve essere assolutamente la fuga in cui tutti coloro che si sentono oppressi dalla pressione fiscale devono erroneamente cercare riparo. A tal proposito il governatore ha sottolineato come «L’evasione  distorce l’allocazione dei fattori produttivi, causa concorrenza sleale, è di ostacolo alla crescita della dimensione delle imprese».

In Italia la riduzione del rischio sul debito sovrano ha fatto scendere i tassi di interesse sui titoli di Stato tornati sui livelli prevalenti all’inizio del 2010, ma come Visco ha fatto notare «A questi progressi non ha però corrisposto un miglioramento dell’economia reale».

Intanto bisogna però riconoscere che l’Italia, dopo un duro lavoro, è riuscita a venir fuori dalla procedura per deficit eccessivo messa a punto dalla Ue e, come il governatore fa sapere, questo è senza dubbio un «primo frutto» del risanamento dei conti pubblici e non va dissipato». Inoltre egli ha spronato tutti gli italiani a rischiare e non basare il proprio futuro per le rendite, poichè solo attraverso un comportamento lungimirante si potrà avviare un processo che potrà portare alla ricostruzione ed al risollevamento economico delle imprese nazionali.

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