Taglio pensioni, ammonterà al 40%

Arriva proprio a giugno il tanto discusso taglio pensioni. definito spesso in modo improprio ricalcolo delle pensioni d’oro.

Si tratta di un’etichettatura impropria dal momento che colpisce quelle rendite maggiormente vessate  da metodo di calcolo e tassazione. E’ quanto sottolinea Alberto Brambilla, economista e presidente del Centro Studi e ricerche ‘Itinerari previdenziali’. Si tratta delle considerazioni che si evincono da uno studio redatto insieme a Gianni Geroldi (Comitato tecnico scientifico Itinerari Previdenziali) e Antonietta Mundo (già coordinatore generale statistico-attuariale Inps).

Taglio pensioni, non colpiscono solo “assegni d’oro-“

Secondo gli esperti più che un taglio alle pensioni d’oro, quello attuato sarebbe un incremento delle imposte applicato ai trattamenti oltre 5 volte il minimo. In particolare l’incremento si aggira tra il 15 e il 40%. Imposte che si sommano alla tassazione già in vigore che già supera il 40%.

Stando alle ammonizioni di Brambilla, lo stato incasserebbe dal taglio ben 70 milioni di euro all’anno, per un totale di circa 350 milioni.  “Considerata la durata quinquennale della misura che grava su pensioni già assoggettate a una forte tassazione e che non beneficiano di alcuna agevolazione o deducibilità”. Si va così a colpire il potere di acquisto di quei pensionati che potrebbero invece rilanciare l’economia, senza considerare, secondo Brambilla, che le fasce più povere da anni vivono a carico della società per via degli eventuali benefici che vengono riconosciuti loro.

 

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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