Ricorrere alla finanza etica

La finanza etica è un progetto, è il segno di un modo di pensare l’economia e la finanza non solo in termini di mero profitto, ma rispettando le esigenze e il lavoro degli esseri umani, è il mettere l’uomo al centro del mondo e piegare l’economia e la finanza ai bisogni dell’uomo e non viceversa.

E’ anche un concetto che manifesta indirettamente, che attesta indirettamente quanto il sistema economico delle nostre società è iniquo, pieno di disequilibri e di ingiustizie sociali.

E così, tra un sistema che pensa solo al profitto, la finanza etica ha perso molto, perchè invece di diventare un concetto generalizzato e da applicare sempre, è divenuta una categoria in cui si muovono istituti di credito, associazioni no profit e quant’altro impegnate a progettare e ad offrire servizi differenti da quelli tradizionali, è diventa, in sostanza, una forma di fare credito di nicchia.

In questi igorni a Milano, si sta tenendo un convegno sulla gestione del risparmio etico e a testimonianza della bontà dell’iniziativa, ma anche del ruolo marginale che oggi occupa la finanza etica, il dibattito è animato da associazioni religiose, no profit e dal Gruppo popolare Banca Etica; si discute di economia, di finanza e dei bisogni dell’uomo, si discute dell’Iccr, network che racchiude 300 investitori ispirati dai principi della finanza etica.

Iniziativa lodevole così come sono lodevoli gli sforzi che gli operatori di credito alternativo compiono, ma la speranza è che la finanza etica non costituisca uno strumento alternativo di pensare e fare credito, ma venga considerata come un pilastro su cui deve fondarsi tutta l’economia eproprio in relazione a questa esigenza, a questi bisogni, che si sente più acuta la mancanza di economisti come Federico Caffè che consideravano la politica economica come uno strumento al servizio dell’uomo, mai come oggi, si sente profondamente la mancanza di un pensatore come il Professore.

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