Renzi, modifiche sui licenziamenti

img1024-700_dettaglio2_Renzi-alla-quinta-edizione-della-Leopolda-AgfNonostante le precedenti dichiarazioni, per riuscire ad ottenere l’approvazione della camera per il suo Jobs Act, Matteo Renzi si è detto pronto ad incontrare le volontà dei lavoratori mettendo a disposizione maggiori risorse per gli ammortizzatori sociali.

Renzi si è detto inoltre disponibile a rivedere la riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori,  recependo nella legge delega l’ormai famoso accordo raggiunto nella Direzione del Pd a inizio ottobre, ovvero quello che prevede il reintegro in caso di licenziamenti discriminatori o disciplinari.

Sembra dunque essere tornato sui propri passi e pronto a patteggiare con i suoi nemici, nonostante per tutto questo tempo si sia detto assolutamente indifferente alle richieste dei sindacati e certo che la sua riforma del lavoro avrebbe rivoluzionato le sorti del nostro Paese.

Renzi è però stato abilissimo nel mascherare la sua apertura alle trattative, mandando a patteggiare suoi mediatori fidati, come Damiano ed evitando di incontrare direttamente le controparti al tavolo delle trattative.

Il tutto per evitare che sindacati e soci rilancino le richieste rendendo impossibile la raggiunta di un accordo che possa accontentare tutti e rendere meno aspra per i lavoratori l’approvazione del temuto Jobs act.

Per il momento però occorrerà aspettare prima l’approvazione della legge di stabilità e solo successivamente quella del nuovo piano lavoro.

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