Reddito di inclusione, non rompe circolo che alimenta povertà

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Nel corso della scorsa settimana è stato approvato in via definitiva il decreto che consentirà, alle famiglie in grave disagio economico, di percepire il reddito di inclusione. Come già accennato in precedenza in un altro articolo, si tratta di un “bonus” che può raggiungere il tetto massimo di 480 euro riconosciuto a circa 4,6 milioni di persone residenti in Italia, con particolare riguardo per famiglie con disabili a carico, disoccupati over 50 o donne in gravidanza.

Ad un’analisi superficiale, il reddito di inclusione potrebbe sembrare un’ottima trovata per contrastare la povertà che affligge numerosissime persone nel nostro Paese. Le associazioni, le cooperative sociali e il mondo del terzo settore hanno però poco da festeggiare. I soldi stanziati a sostegno del reddito di inclusione bastano infatti a coprire appena il 30% delle famiglie che, secondo i dati Istat, vertono in condizioni di indigenza.

Reddito di inclusione, soglia Isee

Adesso che il reddito di inclusione è diventato realtà, serve infatti definire una soglia Isee per poter percepire la social card. Intanto il reddito di inclusione è da molti visto come una beffa dal momento che solo poco tempo fa sono stati tagliati ben 310 milioni da Fondi con cui vengono finanziati servizi destinati proprio alle fasce più deboli della popolazione, destinate a scopo assistenziale.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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