Reddito di cittadinanza, obbligo di lavoro? Solo in alcuni casi

In questi giorni si fa un gran parlare del reddito di cittadinanza. C’è chi è d’accordo, chi non lo è affatto. Tutti però sono concordi sulla necessità di regolare alcuni aspetti. Tra questi l’obbligo di accettare di lavorare. Ecco come funziona e quali sono i casi “esonerati”.

Obbligo di lavoro per chi percepisce il reddito di cittadinanza, ma solo per alcuni casi. Coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza saranno obbligati a lavorare per almeno 8 ore a settimana. Saranno infatti coinvolti in progetti utili a migliorare il benessere della collettività, organizzati dai rispettivi comuni di appartenenza.

E’ quanto previsto dal decreto del ministero del Lavoro appena entrato in vigore, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio scorso.

Reddito di cittadinanza, obbligo di lavoro

Secondo il decreto, i beneficiari della misura di sostegno prevista per i disoccupati, vuole offrire, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la partecipazione a progetti, utili alla collettività, da svolgere nel comune di residenza. La mancata adesione al patto da parte di uno dei componenti il nucleo familiare comporta la perdita del reddito di cittadinanza.

Saranno esonerati da tale obbligo  gli occupati con reddito da lavoro dipendente superiore a 8.145 euro o autonomo superiore a 4.800 euro; gli studenti; i beneficiari della pensione di cittadinanza; gli over 65; le persone con disabilità; i componenti della famiglia che hanno carichi di cura verso bambini piccoli o disabili.

I lavori cui saranno sottoposti dovranno però escludere lavori o opere pubbliche. Inoltre i percettori del reddito non potranno neanche essere utilizzati come sostituti del personale dipendente del comune.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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