Quota 100, si torna a sperare ma è un’utopia

In 150 mila tra docenti e personale Ata tornano a sperare nella quota 100, ma secondo l’Inps si tratterebbe di un’utopia irraggiungibile.

Tito Boeri, parlando all’inaugurazione del 13esimo Festival dell’Economia, ha infatti chiarito che è impensabile parlare di riformulazione della legge Fornero. Introdurre la quota 100 e ridurre le pensioni di anzianità a 41 anni significherebbe mettere a repentaglio i conti pubblici e far galoppare il debito.

Ovviamente i lavoratori se ne fregano di questo rischio. Ci sono almeno 100mila docenti e quasi 50mila Ata che stanno facendo il tifo per l’approvazione del provvedimento previsto dal contratto di Governo.

Quota 100, sogno irrealizzabile

Secondo l’ente di previdenza nazionale, realizzare una riforma come la quota 100 significherebbe mobilitare, nell’immediato, ben 15 miliardi di euro l’anno.

Si tratta chiaramente di un costo insostenibile per le casse dello stato. Sembra dunque che il governo sarà costretto a fare dietrofront, su quelle che erano le promesse depositate, ancora prima di prendere posto sulle famose poltrone.

Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, concorda con le considerazioni del presidente Inps, Tito Boeri. Secondo Cottarelli infatti ridurre gli anni di accesso alla pensioni costerebbe fino a 20 punti di Pi. Cancellare inoltre la riforma Fornero non sarebbe sufficiente, andrebbe poi rimossa anche la modulazione sulla base delle aspettative di vita.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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