Quota 100, fa gola ai disoccupati

La quota 100 ha riscosso un successo immediato, con già ben 24 mila domande pervenute. Ad essere stati attratti dalla possibilità di un’uscita anticipata dal lavoro sono stati però soprattutto i disoccupati.

Intanto Fmi torna a puntare il dito contro la riforma. Secondo le stime infatti si rischia di far avanzare il debito pubblico di 38 miliardi di euro in soli 3 anni.

Quota 100, turn over illusorio

Intanto in tanti sostengono che il turn over generazionale auspicato dal governo sia solo un’illusione. La manovra dovrebbe consentire a 650 mila italiani di andare in pensione in anticipo rispetto ai vincoli della legge Fornero.

Ma, dal momento che la maggior parte delle domande pervenute proviene da disoccupati, quali posti di lavoro saranno liberati? Analizzando la provenienza delle domande pervenute si può sicuramente confermare che non si stanno liberando posti di lavoro, si sta semplicemente fornendo un reddito a coloro che non lo avevano, consentendo di andare in pensione prima. Inoltre l’uscita dal lavoro non comporta automaticamente nuove assunzioni da parte delle aziende. Occorre infatti metterle anche nelle condizioni di poterlo fare. Magari incentivandole con l’abbattimento dei costi di lavoro sulle nuove assunzioni.

Se effettivamente sarà confermato l’avanzamento del debito è facile supporre invece un futuro più costoso per le aziende.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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