Protezionismo e dintorni

Le origini del protezionismo risalgono al XVII-XVIII secolo quando si attuo’ una primitiva forma di protezionismo, il mercantilismo, attraverso la quale ci fu un rafforzamento dell’economia interna limitando al massimo le importazioni.

Il protezionismo e’ una politica economica opposta a quella libero-scambista (liberismo), che protegge le attivita’ produttive nazionali dalla concorrenza di stati esteri, mediante interventi economici statali.

Ci sono due tipi di protezionismo:

  1. Protezionismo doganale che prevede l’applicazione di dazi doganali protettivi ai prodotti importati in modo che il prezzo sia aumentato automaticamente rispetto ai prodotti nazionali che vengono quindi favoriti per il consumo sul mercato interno rispetto ai prodotti importati. Gli stessi dazi possono essere applicati alle materie prime esportate per mettere in difficolta’ l’economia dei paesi non produttori.
  2. Protezionismo non doganale che sarebbe la vendita sottocosto (dumping) sui mercati esteri di prodotti nazionali per vincere la concorrenza con quelli esteri e prezzi relativamente alti degli stessi prodotti sul mercato nazionale per recuperare le perdite; il contingentamento delle merci vendute sui mercati degli stati esteri non produttori per tenerne alto il prezzo al consumo; premi, agevolazioni fiscali e creditizie ai produttori nazionali esportatori; il controllo dei mercati nazionali e internazionali dei cambi delle monete e del movimento dei capitali.

Questo sistema serve a:

  • impedire l’uscita di valuta dal paese
  • aumentare l’esportazione e diminuire la dipendenza dalla produzione estera
  • proteggere i settori industriali nascenti per impedirne il soffocamento da economie estere piu’ progredite
  • favorire la nascita di nuovi settori produttivi con relativo aumento dell’occupazione
  • favorire l’indipendenza economica di alcuni settori produttivi che, stimolati ed aiutati, progredirebbero nella ricerca di perfezionamenti tecnici industriali.

Purtroppo pero’ questa politica di “aiuti”, in realta’ non serve a granche’. Infatti, quando i governi chiudono i mercati interni imponendo dazi sull’esportazione o inventandosi barriere di altra natura, il danno e’ enorme. Per i consumatori finali i prezzi dei prodotti importati sono eccessivamente alti con il risultato che i piu’ poveri devono rinunciare ad acquistarli. Per le imprese che importano semilavorati, l’applicazione del protezionismo comporta un aumento dei costi di produzione.

In realta’ la politica del protezionismo e’ tipica delle grandi dittature e dei regimi autoritari. Oggi in Occidente non c’e’ fascismo, comunismo o nazismo ma c’e’ lo spettro letale di un “Ismo” che si aggira per il mondo: “Il Populismo”.

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