Prada, c’è aria di crisi

Il primo semestre del 2016 non sembra essere dei più fortunati per Prada, il celebre marchio di alta moda.

Nonostante i dati negativi del primo semestre il gruppo non perde l’ottimismo ed è fermamente convinto che la svolta sia dietro l’angolo. Tramite i suoi rappresentanti il gruppo Prada ha infatti reso noto che «Il management vede il 2016 come punto di svolta dal quale il gruppo tornerà a crescere puntando sul valore che ha reso l’azienda Prada iconica: la qualità, l’innovazione e la capacità di seguire le tendenze ed interpretarle».

Purtroppo i dati non sono dalla loro parte dal momento che il mese di luglio ha visto una perdita di quasi 15 punti percentuali, mantenendo un utile pari a 141,9 milioni contro i 188,6 del periodo di riferimento (-24,7%).

Le perdite principali si sono concentrate in America, causa riduzione turismo, e nella zona asiatica, soprattutto a causa del contesto economico non molto favorevole.

Dopo un periodo di crescita costante che si protrae dal 2010, le vendite in Giappone sono diminuite del -9% anno su anno a cambi costanti, soprattutto per via, ancora una volta, di minori flussi turistici dalla Cina causati da un tasso di cambio meno favorevole. Il Medio Oriente si è rivelato in linea con l’anno precedente a cambi costanti, spinto da una ripresa dei consumi locali.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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