Patto per il lavoro, cos’è e come funziona

Il patto per il lavoro o patto per l’inclusione sociale è uno degli argomenti inserito nella bozza del decreto legge del reddito di cittadinanza.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, è necessario che tutti i componenti del nucleo familiare con almeno 18 anni di età dichiarino l’immediata disponibilità lavorativa al centro per l’impiego.

Occorre dunque siglare il patto per il lavoro. Si tratta appunto di un “contratto” siglato tra l’istituzione pubblica e il destinatario della tutela sociale, volto a concordare un percorso di lavoro o di reinserimento sociale.

Patto per il lavoro, disponibilità lavorativa immediata

Il patto include dunque una serie di condizioni vincolanti per evitare di perdere il beneficio. Si tratta di una serie di misure atte a favorire il reinserimento lavorativo dei membri che percepiscono il reddito di cittadinanza. L’accompagnamento all’inserimento lavorativo/sociale prevede attività di riqualificazione professionale, di completamento degli studi o di servizi alla comunità.

Solo coloro che assistono infanti o parenti con disabilità gravi possono essere esonerati dal seguire tali percorsi formativi.

Nel caso il beneficio sia fruito da oltre 18 mesi il percettore è obbligato ad accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue proposte. Inoltre, in caso di rinnovo del beneficio, deve essere accettata la prima offerta utile di lavoro, pena la perdita del beneficio stesso.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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