Naspi, rifiuto contratto a tempo cosa comporta

Il rifiuto di un contratto a tempo comporta la perdita della Naspi? Teoricamente si, ma ci sono dei moti per evitarlo.

La Naspi è infatti l’indennità di disoccupazione che viene erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro non per loro volontà. Lo scopo dovrebbe essere quello di fornire un sussidio a chi è stato licenziato, per accompagnarlo nel periodo di ricerca di un nuovo lavoro.

Se dunque il lavoratore rifiuta di rinnovare un contratto a termine perde la possibilità di percepire l’indennizzo. Tuttavia con la collaborazione del datore di lavoro potrebbe ancora essere possibile percepire la Naspi.

Naspi, come evitare di perderla

Se non si è intenzionati ad accettare il rinnovo del contratto si potrebbe richiedere un accordo al proprio datore e chiedere di essere licenziati. Questo è infatti l’unico modo per poter continuare a percepire il beneficio, elargito solo a chi perde il posto di lavoro senza la propria volontà.

Si può quindi richiedere di sottoscrivere un accordo con cui si accetta il licenziamento da parte del datore e ci si impegna a non impugnare il licenziamento.

A questo punto non si perderà diritto alla Naspi. Essa sarà erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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