Lavoratori stagionali, un bene irreperibile

I lavoratori stagionali sono diventati un bene prezioso irreperibile. Lo sanno bene gli agricoltori di molte regioni italiane, che non riescono più a stare dietro alle proprie colture a causa proprio della mancanza di manodopera. In mancanza di forza lavoro nazionale, si ricorre quindi a lavoratori stranieri. Nella distribuzione delle 18 mila braccia extra Ue ammesse, la maggior parte sono toccate al veneto. Sembrerebbe questa infatti la regione con maggior disagio. Gli agricoltori hanno dichiarato perfino che molte colture stanno marcendo proprio a causa di mancanza di lavoratori.

Lavoratori stagionali, si rischia di favorire il lavoro nero

In Veneto potranno arrivare 831 braccianti extra Ue. Di questi 46 a Belluno, 80 a Padova, 130 a Rovigo (insieme a Ferrara) 40 a Treviso, 20 a Venezia, 500 a Verona e 15 a Vicenza.

Secondo Cia e Confagricoltura tale carenza rischia però di favorire il lavoro nero. “Ci sono decine di migliaia di residenti nelle liste di collocamento ma hanno scarsa disponibilità ad effettuare lavoro di manodopera nei nostri campi» spiega Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura. “La paga oscilla dai 6 ai 7 euro l’ora, nella raccolta il cartellino lo timbra la necessità di non far marcire sugli alberi o in terra i prodotti e quindi si lavora pure dieci ore di fila perché la maturazione non aspetta.”

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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