Lavoratori all’estero, arriva la tassa per rimpatriarli

I lavoratori all’estero potrebbero ben presto voler tornare in Italia. Attirati dal sistema fiscale agevolato. Piuttosto che incentivare il rientro fornendo delle condizioni lavorative e dei posti di lavoro in loco valutabili, hanno deciso semplicemente di ridurre le tasse.

In particolare coloro che negli ultimi due anni abbiano avuto la residenza all’estero, decidendo di rientrare ed impegnandosi a rimanere in Italia per almeno 2 anni, è previsto che con la nuova riforma solo il 30% del reddito prodotto in Italia concorra alla base imponibile.

Lavoratori all’estero, meno tasse per chi rimpatria

Il nuovo emendamento prevede tasse per 5 anni solo sul 30% del reddito se la residenza era all’estero negli ultimi due anni e se ci si impegna a restare in Italia per altri due. La percentuale scende al 10% per chi sceglie di trasferirsi al Sud, per chi viene con almeno un figlio o compra casa. In questi ultimi due casi lo sconto vale in tutto per 10 anni, ma pagando sul 50% del reddito passati i primi 5.

E’ uno degli emendamenti, firmati da De Vecchis, che saranno inseriti nel decreto che contiene anche quota 100 e reddito di cittadinanza.

Si tratta di una misura che porta a riportare in Italia le giovani menti espatriate, nella speranza che creino reddito e produzione nel proprio Paese.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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