La risalita dei tir, autotrasportatori sul piede di guerra

Mentre la Sicilia avvia il conteggio dei danni subiti in seguito al “movimento dei forconi“, il blocco degli autotrasportatori durato sei giorni, la protesta dei tir dilaga, raggiungendo anche l’Italia peninsulare.

La sola Sicilia ha dovuto piangere perdite per circa 500 milioni, tenendo conto dei vari settori colpiti e considerando che i prodotti maggiormente penalizzati sono stati quelli nostrani e non quelli di importazione. Stando al parere della Confindustria isolana pare che 50 milioni di perdite si siano registrati in sole tre provincie: Siracusa, Catania e Palermo. Quest’ultima pare sia stata la più colpita, con circa 60 aziende che si preparano a mandare in cassa integrazione i propri operai, operazione che coinvolgerà circa 2000 operai e numeri ancora in triste aumento visto che lo sciopero continuerà fino al 26 gennaio.

A Catania rischiano il posto quasi 1000 persone, mentre il Siracusano ha subito perdite pari a 4 milioni di euro.

Intanto, i pochi fortunati che sono riusciti a rifornire le proprie attività non ci hanno pensato due volte a gonfiare i prezzi, aumentando il costo del carburante fino a 2,5 euro o anche degli altri beni primari carenti nei mercati. La procura di Gela ha aperto un inchiesta per verificare e sfavorire future manovre speculative.

Nel frattempo la protesta si è spinta fino all’estremo Nord. Dopo la lenta risalita che ha coinvolto Campania, Calabria e Puglia, sono stati registrati dei blocchi anche in Marche, Liguria e Lombardia.

In Campania nella notte sono state bloccate le uscite autostradali di Caserta Sud, Capua e Santa Maria Capua Vetere, mentre questa mattina nel napoletano i blocchi hanno interessato Nola, Palma Campania e la Statale 7bis.

In Calabria sono parcheggiati tir negli svincoli dell’A3, alcuni incroci della strada statale 106, e, sulla statale dei due mari che collega Catanzaro all’autostrada, lo svincolo di Settingiano, alle porte del capoluogo di regione. Sulla 106 i mezzi si sono radunati in località Passovecchio, a Crotone, e, piu’ a sud, a Belcastro (Cz). Al momento i tir sono parcheggiati ai bordi della carreggiata e la circolazione non è stata bloccata, anche se in alcuni casi i camionisti, pur consentendo il transito dei veicoli leggeri, bloccano il passaggio dei camion.

In Puglia, bloccate entrata e uscita dell’autostrada A/14 e A/16 e delle principali strade statali.

In Lombardia, dalle 6,30 di questa mattina decine di autotrasportatori bloccano il casello di Bergamo dell’autostrada A4. Superati i 4 chilomettri di coda al casello che consente l’accesso al capoluogo.

In Liguria, forti rallentamentio e code all’usicta del casello du Genova-Bolzaneto e sul raccordo tra l’autostrada A10-Genova-Ventimiglia e la A7 Genova-Milano.

Ma la protesta continua a diluirsi in tutta Italia e non è da escludere l’estensione della protesta anche alle restanti regioni italiane nel corso della giornata.

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