Jobs Act, controlli a distanza

Inserzioni-Lavoro-535x300I controlli a distanza previsti dal Jobs Act, secondo il ministro del lavoro Poletti, sono assolutamente leciti e non violano in alcun modo la privacy dei lavoratori. Così il ministro difende a spada tratta una clausola molto discussa del Jobs Act, sostenendo che i controlli a distanza dei lavoratori tramite pc e cellulari, definiti da Susanna Camusso un “Grande Fratello“, sono assolutamente possibili.

Poletti sostiene infatti che dal momento che il lavoratore deve essere avvertito del monitoraggio per poter poi utilizzare i dati raccolti non si ha alcuna violazione delle normative sulle tutela della privacy.

In una nota il ministero sostiene che la norma “si limita a fare chiarezza circa il concetto di ‘strumenti di controllo a distanza’ ed i limiti di utilizzabilità dei dati raccolti attraverso questi strumenti, in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy ha fornito negli ultimi anni e, in particolare, con le linee guida del 2007 sull’utilizzo della posta elettronica e di internet”.

Nessun grande fratello dunque per i lavoratori italiani e nessuna liberalizzazione sul controllo mediante telecamere sul posto di lavoro. Le aziende che utilizzano tali strategie potranno continuare a farlo nel rispetto delle normative previste in precedenza, previa autorizzazione da parte dei sindacati.

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