Ferrari, rischio indebitamento

Sergio-MarchionneSono passati solo pochi mesi dal passagio della Ferrari da Montezemolo a Marchionne e già le scelte del nuovo presidente fanno discutere e suscitano dubbi su quale sarà il futuro del celebre marchio di Maranello.

Tutto dipende dalla decisione di quotare Ferrari nella borsa statunitense, scelta che dovrà però essere preceduta dall’ emissione di un prestito obbligazionario che contribuirà a pagare un maxi dividendo da 2,25 miliardi al gruppo presieduto da John Elkann.

Ad insorgere è soprattutto la Fiom di Modena che chiede di “non utilizzare un’azienda solida come Ferrari Auto come bancomat di Fca”.

Il dubbio è che questa decisione sia stata presa per caricare tutto il debito derivante dalla fusione Fiat e Chrysler sull’azienda considerata finanziariamente più solida, ovvero Ferrari.

La decisione di separare i due gruppi non è conveniente nè dal punto di vista economico nè da quello occupazionale dal momento che negli stabilimenti italiani di Fiat c’è ancora gradissimo ricorso agli ammortizzatori sociali.

Inoltre in questo modo non saranno sicuramente neanche rilanciati gli investimenti.

Dunque i timori avvertiti da coloro che si erano schierati contro il passaggio a Machionne della Ferrari non sembrano più tanto infondate ed il rischio per la Ferrari sembra farsi sempre più alto.

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