Contratti a termine in calo, crescono gli indeterminati

Contratti a termine in calo in favore di un maggior numero di stabilizzazioni. Lo dimostra l’osservatorio dell’Inps, che evidenzia che ad agosto si è conclusa la crescita dei contratti a tempo determinato. In particolare l’osservatorio sottolinea come tale data coincida con l’entrata in vigore del decreto dignità.

Passando all’analisi dei dati,  si evidenzia che a novembre sono state fatte 215.854 assunzioni a termine. Erano state 266.624 dello stesso mese 2017. A novembre le trasformazioni totali a tempo indeterminato sono quasi raddoppiate da 27.427 del 2017 a 49.141 nel 2018.

Contratti a termine in calo, “colpa” del decreto dignità

In totale sarebbero 62.819 le nuove assunzioni stabili e 53.171 le relativi a trasformazioni a tempo indeterminato. Il numero dei rapporti incentivati è pari al 7,2% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati.

La crescita ha interessato un po’ tutti gli ambiti lavorativi esistenti, senza focalizzarsi su qualcuno in particolare.

Inoltre la crescita è comunque evidenziata per tutte le tipologie di contratto in essere. In particolare, contratti a tempo indeterminato +5,9%, contratti a tempo determinato +4,3%, contratti di apprendistato +11,9%, contratti stagionali +6,3%, contratti in somministrazione +2,4% e contratti intermittenti +7,7%.

Per i contratti in somministrazione invece la crescita si è interrotta nel mese di agosto. Anche le cessazioni di contratto sono cresciute per tutte le tipologie di contratto esistenti, tranne per quelli a tempo indeterminato.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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