Connessione col fisco contro l’evasione

fisco-392-kgcB-U10403746534563z-640x250@LaStampa.itUna connessione diretta con il fisco potrebbe ridurre i costi legati al pagamento dei finanzieri e limitare l‘evasione fiscale senza sprecare risorse.

Ormai sono passati 18 anni da quando Vincenzo Visco, allora ministro delle finanze, siglò un patto con artigiani e commercianti per impegnarsi a ridurre le certificazioni cartacee eppure la strada da fare in questo senso è ancora piuttosto lunga.

La tracciabilità totale sembra inoltre lontana da raggiungere a causa della diffidenza mostrata dagli italiani nei confronti della moneta elettronica. Il problema è che i commercianti, pur dotati di pos, preferiscono i pagamenti in contante per via delle elevatissime commissioni che tocca pagare e che pertanto rendono affatto conveniente accettare tale metodo di pagamento, specie per somme di lieve entità.

Con il nuovo metodo di connessione diretta col fisco si dovrebbe avere una trasmissione costante dei dati dal negozio all’Erario, sfruttando il web e dribblando i sostituti d’imposta. I costi della riforma, va da sè, dovrebbero essere coperti dallo Stato, che in quest’operazione ha tutto da guadagnarci.

Attenzione però che se i dati corrono sul web c’è elevato rischio che vengano intercettati ed usati per altri scopi.  A tal proposito il Garante della Privacy, dunque, ha «blindato» il settore: dallo scorso giugno le informazioni non possono essere utilizzate per altre finalità, come l’invio di pubblicità o analisi delle abitudini, senza lo specifico consenso degli utenti, e devono essere adeguatamente protetti dai rischi di uso fraudolento.

 

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