Chiedere i danni alle banche per Bond deprezzati

Dopo la triste vicenda dei Tango Bond (1999) in cui rimasero coinvolti circa 440 mila risparmiatori che avevano sottoscritto obbligazioni andate poi in default, e dopo la prima proposta di concambio del 2005 ( ritenuta svantaggiosa da piu’ della meta’ dei sottoscrittori), l’estate scorsa si e’ aperta una seconda occasione.

Lo scorso agosto, il governo di Buenos Aires ha dato avvio ad una seconda operazione di swap (scambio di flussi di cassa tra due controparti. E’ cioe’ uno scambio su tassi d’interesse che possono essere attivi o passivi) ma cosi’ non e’ stato.

Ad oggi solo poche banche tra cui le BCC, la Banca delle Marche e la Deutsche Bank hanno iniziato le operazioni di concambio. E’ possibile scambiare vecchi titoli con nuovi bond per valore equivalente rispetto al valore dei bond andati in default, piu’ un conguaglio in contanti.

Il ritardo delle altre banche e soprattutto degli istituti piu’ grossi, ha danneggiato molti investitori che non hanno potuto vendere i titoli il cui valore si e’ deprezzato.

Ci si chiede ora se e’ possibile chiedere i danni alle banche e pare che la risposta sia si ma a certe condizioni: si possono chiedere solo se, nel momento in cui avviene la consegna del titolo, l’investitore riscontrera’ una diminuzione del valore (calcolata dalla data in cui un altro istituto ha dato seguito all’operazione) dello stesso.

C’e’ da dire ancora che l’azione di risarcimento del danno puo’ essere richiesta anche in caso di vendita del titolo e lo stesso diritto e’ mantenuto dagli eredi.

Tra gli investitori che hanno chiesto risarcimento, i piu’ fortunati sono stati i vecchi obbligazionisti della Parmalat. Il piu’ grande crack italiano e’ stato l’unico ad aver dato, in poco tempo, un po’ di respiro ai risparmiatori truffati. E tra le obbligazioni in default che hanno pagato qualcosa ai risparmiatori, ricordiamo anche Cirio e Finmatica.

Chi si e’ trovato coinvolto in qualche default, puo’ avere qualche speranza di riavere i propri soldi. Ecco la procedura per chiedere i rimborsi:

  • Mandando una raccomandata alla banca con cui si interrompono i termini di prescrizione, che sono decennali, in cui si chiede di poter prendere visione di: contratto quadro, contratto di deposito titoli, documento sui rischi dell’investimento, rilevazione della propensione al rischio, ordine firmato per l’acquisto del titolo o la registrazione telefonica, offering circular (circolare dell’offerta) del titolo. Questi documenti, ad eccezione dell’offering circular, devono essere firmati dalla banca e dal cliente in data antecedente l’investimento. Se la banca non risponde entro 90 giorni o se non si trovano i documenti, l’investitore ha diritto a riavere indietro i suoi soldi.

Di questi tempi..conviene tentare!

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