Cervelli in fuga, sconti per chi rientra

I cervelli in fuga sono un triste dramma del nostro Paese che non riesce a garantire un futuro solido per le giovani menti brillanti che le nostre università continuano a sfornare regolarmente.

Il decreto Crescita prevede però una serie di sconti ed agevolazioni per coloro che decideranno di rientrare in patria.

Con titolo «Rientro dei cervelli» l’articolo 5 rivoluziona la normativa precedente (decreto legislativo 147 del 14 settembre 2015) sul regime speciale per i lavoratori rimpatriati.

Cervelli in fuga, nessun bonus per chi resta

L’articolo ha fatto già discutere, nonostante ancora non sia stato convertito in legge. Si tratterebbe infatti di un trattamento poco equo dal momento che non sono contemplati invece coloro che ogni giorno lottano per cercare di restare nel proprio Paese e contribuire alla crescita economica.

È stato calcolato che il capitale finanziario costituito dalla somma teorica dei costi di istruzione dei nostri concittadini emigrati sia intorno ai 12 miliardi. Un investimento di cui godono i Paesi di destinazione, aumentando la loro produttività.

Secondo quanto recita l’articolo 5 “i redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la loro residenza …. concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% del loro ammontare”. Purchè però si risieda all’estero da almeno 2 anni e si decida di ritornare in Italia e restarci per almeno altri 2 svolgendo attività lavorativa “prevalentemente” in Italia.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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