Cambio euro-dollaro ai massimi: le ripercussioni sull’economia

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Il 3 maggio 2016 le quotazioni del cross valutario EUR/USD si sono attestate sul valore di 1,16, facendo registrare un massimo che non si verificava da diversi mesi. Il cambio euro – dollaro sta attraversando tuttora una fase rialzista, dopo aver sfiorato la parità una prima volta nella primavera del 2015 e successivamente nel mese di dicembre dello stesso anno. Nel periodo autunnale dell’anno scorso, il dollaro statunitense aveva fatto segnalare un deciso +5% nei confronti dell’euro, ma la tendenza si è presto invertita. Osservando i dati storici dell’ultimo semestre, si può notare infatti uno spiccato rafforzamento della moneta unica nei confronti del biglietto verde, fenomeno che produce delle ripercussioni nell’economia del vecchio continente.

Una parità tra le due valute sarebbe particolarmente vantaggiosa per le imprese esportatrici europee, i cui prodotti sarebbero più allettanti per il mercato a stelle e strisce. Inversamente, un rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro apporterebbe vantaggi agli importatori, in quanto i prezzi delle produzioni americane risulterebbero più vantaggiosi, come accadeva diversi anni fa quando ad un euro corrispondevano addirittura più di 1,5 dollari USA. Si trattava però del periodo antecedente alla grande crisi scatenata nel 2008: ora i governi europei e la BCE tentano disperatamente di far ripartire l’economia incentivando la circolazione del denaro, la produzione e le esportazioni. La misura principale adottata da Francoforte consiste nella riduzione ai minimi storici del costo del denaro, con il tentativo di indebolire allo stesso tempo l’euro nei confronti delle altre valute internazionali. Questa strategia è comunque favorevole per far ripartire i consumi anche all’interno dell’UE, visto che è molto più semplice accedere alle forme di finanziamento come i prestiti personali, come dimostrano i tassi proposti raccolti dai siti specializzati.

Al momento il cambio tra le due valute non sta dando ragione alle strategie della Banca Centrale, anche a causa di particolari dati macroeconomici provenienti dai mercati americani e dall’attendismo della Fed. Questa combinazione di fattori si è così tradotta in un rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro, una tendenza rialzista che, secondo gli analisti finanziari, dovrebbe consolidarsi anche nelle successive settimane del mese di maggio.
I dati derivati dalle interpretazioni degli strumenti di analisi tecnica sembrano indicare che nell’immediato futuro il cambio euro/dollaro possa arrivare sino 1,17. Questo trend rialzista non dovrebbe essere intaccato da annunci di forte impatto, in quanto il calendario economico di maggio non prevede la pubblicazione di rapporti e comunicazioni in grado di esercitare grosse influenze sullo scenario attuale. La situazione quindi non dovrebbe cambiare, considerato che sia Mario Draghi, sia la signora Yellen non hanno in programma alcun intervento di politica monetaria nelle prossime settimane.

 

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