Bonus bus e metro, in cosa consiste

Novità inerenti l’introduzione del bonus bus e metro, ovvero gli incentivi destinati ai lavoratori o studenti pendolari.

Le spese sostenute nel corso dell’anno per il pagamento degli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici locali, regionali o interregionali potranno essere detratti dalla prossima dichiarazione dei redditi. Lo ha ribadito nei giorni scorsi l’Agenzia delle entrate, tramite un comunicato ufficiale diffuso sui propri canali. Si tratta di una detrazione Irpef prevista dalla legge di bilancio e pari al 19% della spesa annua. Il costo annuo massimo ammesso è pari a 250 euro. 

Bonus bus e metro, ecco come funziona

Come si apprende dal comunicato pubblicato nel corso della scorsa settimana sul sito dell’Agenzia delle entrate, “L’agevolazione riguarda sia le spese sostenute direttamente dal contribuente per l’acquisto di un abbonamento del trasporto pubblico, sia quelle affrontate per conto dei familiari fiscalmente a carico. Per le detrazioni relative all’acquisto dell’abbonamento da parte dei cittadini e dei familiari a carico dovranno essere conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento”.

Nel caso sia il datore di lavoro a fornire il rimborso spese per il trasporto del proprio dipendente, l’agenzia delle entrate sottolinea un altro aspetto fondamentale. “Non concorrono a formare reddito di lavoro le somme erogate o rimborsate ai dipendenti dal datore di lavoro o le spese sostenute direttamente da quest’ultimo per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico del dipendente e dei suoi familiari”.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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