Agevolazioni residenti, attenzione se consumate poca luce

Consumate poca luce? Potreste andare incontro alla perdita delle agevolazioni residenti. Molti bonus sono infatti previsti solo per l’abitazione principale a patto che si sia residenti nell’immobile per il quale si richiede.

Purtroppo erano tanti i furbetti che giocavano con la residenza anagrafica per poter usufruire di tali agevolazioni. Una recente sentenza della Corte Suprema ha condannato coloro che indicano un luogo di residenza con prima casa per godere delle agevolazioni su Ici, Imu e Tari senza risiedere effettivamente nell’appartamento.

Agevolazioni residenti, non applicabili se consumano poco

Il consumo dell’energia elettrica può essere considerato come un campanello di allarme della falsa residenza presso un immobile. Il fisco può utilizzare proprio il consumo elettrico come prova per poter revocare le agevolazioni. E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione con una recente sentenza diffusa nel corso della scorsa settimana.

Secondo i giudici, si legge nella sentenza, il mancato consumo di energia elettrica può essere considerato come un “elemento sintomatico di una presenza nell’abitazione oggetto d’imposizione non abituale”.

L’agevolazione non può inoltre essere richiesta qualora l’immobile in questione venga adibito ad uso studio. In tal caso la cassazione precisa che “Qualora l’immobile sia iscritto in una diversa categoria catastale, è onere del contribuente, che pretenda l’esenzione, impugnare l’atto di classamento”.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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