Addio cambiali e assegni nella città natale

Proprio la città che per prima ha dato il via ad un metodo di pagamento che avrebbe rivoluzionato il mondo degli scambi commerciali, dice addio alle cambiali e agli assegni.

Storicamente si ritiene infatti che cambiali ed assegni siano nate a Prato per mano del celebre mercante Francesco Datini. La sua importanza è legata al ricchissimo archivio di lettere e registri da lui lasciato, in cui fu rinvenuto un elevato numero di lettere di cambio.

Secondo alcuni studiosi, Datini faceva largo uso della lettera di cambio, considerata da molti l’antenata della cambiale. In realtà tale lettera permetteva al possessore di ricevere, presso una banca designata sulla lettera, l’equivalente della somma indicata nella lettera, come fanno gli assegni moderni.

Crollo cambiali e assegni a Prato

Tra il 2014 e il 2015, Prato ha registrato un crollo nell’uso di assegni e cambiali nelle transazioni commerciali, ma anche una riduzione notevole nel numero di protesti segno evidente di una minore sofferenza evidenziata da parte del sistema economico locale.

In particolare il numero di protesti è praticamente dimezzato nel corso di un solo anno ed il valore è sceso da ben 13,61 milioni a poco più di 3 milioni nel 2015.

In realtà tale tendenza non interessa solo Prato, ma riguarda l’intera nazione. I protesti hanno infatti subito un calo pari al 25% in tutta Italia e, sebbene si sia ancora lontani dai record di Prato, si tratta comunque di una notizia a dir poco positiva.

Bisogna però fare attenzione nell’analizzare tali dati. Perchè il fatto che non si usino più cambiali ed assegni nelle transazioni non coincide per forza con una reale ripresa. Si può anche attribuire l’evento ad un semplice passaggio di moda, considerando la velocità con cui si evolve il mondo economico.

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Classe 1987. Laureata in scienze biotecnologiche. Da sempre appassionata di letteratura, soprattutto gotica. Collaboro da molti anni con vari blog, dove mi occupo di cinema, tecnologia, spettacoli ed, ovviamente, economia. La mia passione per la scrittura mi ha portato, negli anni, a scrivere anche qualche romanzo e a partecipare ad alcuni concorsi letterari. Quando non scrivo mi occupo di formazione.

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