5 miliardi grazie alla criminalità

finanza-guardia-258Un tesoretto di quasi 5 miliardi va ad arricchire le casse dello stato “grazie” ai beni confiscati alla criminalità organizzata.

La somma totale degli incassi ammonta a circa un quarto dell’intera manovra finanziaria e basterebbe a coprire ‘ intera fetta di risorse che lo Stato italiano destina al sistema universitario.

In larga parte si tratta di fondi che derivano da aziende che un tempo erano implicate nell’illegalità e nella conversione molto spesso non sono riusciti a far fronte alle spese e alle eventuali ipoteche gravanti sugli immobili.

La maggior parte della ricchezza proviene dalla Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, le regioni ovviamente maggiormente implicate con la criminalità organizzata mentre la mappa di questa ricchezza vede al quinto e sesto posto due regioni del Centro Nord che molto contano nella formazione della ricchezza nazionale, ovvero Lombardia ed Emilia Romagna.

I beni confiscati rappresentano un bene prezioso non solo nella lotta alle mafie ma anche nel rilanciare l’economia, generando anche speranza dignità e lavoro.

Ma riusciranno le nuove politiche economiche a mettere veramente fine alle mafie, considerando che deriviamo da  quattrocento anni di Camorra, centocinquanta di Cosa nostra e centoventi di ‘ndrangheta?

Intanto lo stato sfrutta come meglio crede tali risorse sperando che si arrivi una volta per tutte a mettere la parola fine in via definitiva.

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