Walter Veltroni si schiera: "Sì alla cancellazione dell'articolo 18"
Veltroni: “Sì alla cancellazione”, ma Fassina s’arrabbia
E’ stata accolta da un vespaio di polemiche la dichiarazione dell’ex segretario nazionale del Partito Democratico, Walter Veltroni, per il quale l’articolo18 dello statuto dei lavoratori “non deve essere un santuario. Basta tabù, basta tutti quei “No” che in questi decenni hanno frenato la crescita dell’Italia”.
Una apertura che a sinistra non è stata gradita. Ecco quanto ha scritto il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, su Facebook: “La prima regola per un dirigente nazionale sarebbe quella di affermare la posizione del partito di cui è parte. La posizione del Pd sul mercato del lavoro e sull’articolo 18 è diversa dalla tua, ovviamente legittima, ma minoritaria nel partito e più vicina, invece, alla linea del ‘pensiero unico’ e alle proposte del centrodestra”.
Duro anche il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che dal suo blog attacca le parole di Veltroni: “La cancellazione o la modifica dell’art.18, che oggi chiede anche Walter Veltroni contraddicendo quanto appena detto da Bersani, non sarebbe solo una grande ingiustizia e la lesione di un diritto sacrosanto. Sarebbe anche un polverone alzato apposta per nascondere l’incapacità o la non volontà di fare sul serio qualcosa per rendere di nuovo competitivo il sistema Italia”.
Levata di scudi anche da parte di Paolo Ferrero ed Oliviero Diliberto, che parlano rispettivamente di “manomissione dei diritti dei lavoratori” e “norma da difendere”. La leader della Cgil Susanna Camusso, intervenuta a “Che tempo Che Fa”, smentisce qualsiasi accordo: “Intesa con il governo? Non siamo molto vicini”.










